Michele Mariotti in concerto alla Scala
"Grande entusiasmo al termine del concerto sinfonico di lunedì 4 maggio. Con l’orchestra Filarmonica della Scala, Michele Mariotti ha diretto la Sinfonia n. 3 in la minore op.56 detta Scottische di Felix Mendelssohn Bartoldy e la Sinfonia n. 8 in sol magg. op 88 di Antonín Dvořák. Due mondi, due stili, che hanno trovato nella lettura di Mariotti piena realizzazione; specie l’Ottava di Antonín Dvořák ha sollevato l’entusiasmo del pubblico.
[...] Mariotti ha tutte le carte in regola per confermare la sua eccellenza nel repertorio operistico e sinfonico. E qui lo ha dimostrato. Se penso all’Ottava, la validità dell’interpretazione sta proprio nell’averne evidenziato i punti di forza: la compattezza della narrazione, la chiarezza dell’ordito polifonico, più complesso di quello che si possa credere, l’attenzione ai dettagli (la morbidezza avvolgente del suono dei violoncelli cui Antonín Dvořák regale magnifici interventi, la presenza determinante degli ottoni e dei legni), ma anche il dono della sintesi e lo slancio necessario per dominare, senza cederle, l’esuberanza del flusso melodico. Aggiungo la capacità di differenziare mondi diversi come quello di Mendelssohn e di Dvořák".
Giancarlo Landini, L'Opera Online (read the full article)
"Un’idea di viaggio percorreva l’impaginato del concerto di Michele Mariotti e della Filarmonica della Scala con la Terza Sinfonia di Mendelssohn (la Scozzese) e l’Ottava di Dvořák.
Forte di un profilo artistico sempre più rinsaldato anche in ambito sinfonico, Mariotti ha favorito una lettura dal forte impatto evocativo in quei richiami naturalistici e paesaggistici che colpirono l’immaginazione del compositore. [...] L’estrema attenzione alla forma ha consentito di cogliere compiutamente la complessità di scrittura nel quale i temi paiono germogliare l’uno dall’altro con una straordinaria varietà coloristica e di forti contrasti.
[...] Passando all’Ottava, e ad un’ispirazione diametralmente differente, il disciplinato e controllato suono della Filarmonica è trasmutato in toni nei quali passione, tenerezza, memorie melodiche e ritmiche popolari si intensificavano in una palpitante focosità ricca di calore, di tecnica, di freschezza. Il numerosissimo pubblico scaligero ha giustamente accolto con entusiasmo una serata dall’alto contenuto musicale."
Ludovico Buscatti, Operaclick (read the full article)