L’intenso Beethoven di Abbado e Midori
"Il ritorno sul podio di Roberto Abbado – direttore dall’esperienza consolidata in ambito internazionale che il pubblico parmigiano conosce bene – e la violinista Midori Gotō, figura di artista che unisce a una riconosciuta caratura solistica una costante attività umanitaria [...] Un percorso, quello offerto da questi due interpreti, che ha guidato il folto pubblico presente in un viaggio d’ascolto che, dalle radici del classicismo musicale si è spinto verso le innovazioni formali del primo Ottocento, il tutto attraverso un dettato beethoveniano che si è confermato in questa occasione significativamente illuminante.
L'esecuzione del Concerto op. 61 ha messo in luce l'approccio analitico di Midori, la quale ha affrontato la partitura con una compostezza tecnica impeccabile. [...] Grazie anche a una concertazione che Roberto Abbado ha saputo tratteggiare con elegante equilibrio, i caratteri dei diversi movimenti che compongono il concerto sono emersi con vivida pregnanza.
Nella seconda parte, la Filarmonica Arturo Toscanini si è misurata con la densità strutturale della Sinfonia n. 3 di Beethoven, guidata dalla bacchetta di Roberto Abbado ha disegnato la sua lettura interpretativa con gesto misurato ed eloquente, restituendo la valenza “eroica”, appunto, della partitura senza indulgere in eccessive celebrazioni monumentali [...].
Da parte sua, la compagine orchestrale ha mostrato una palese solidità, rispondendo nel complesso con sostanziale precisione alle sollecitazioni dello stesso Abbado, salutato – come tutti i musicisti impegnati sul palcoscenico dell’Auditorium Paganini – dai calorosi e convinti applausi del numeroso pubblico presente."
Alessandro Rigolli, il giornale della musica